“Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia la più dilettevole parte d’Italia. … tra le quali città dette, ne è una chiamata Ravello, nella quale, come oggi v’abbia ricchi uomini, ve n’ebbe già uno il quale fu ricchissimo chiamata Landolfo Rufolo.”Come dimostra la quarta novella della seconda giornata del Decamerone, le bellezze artistiche e naturali di Ravello fondata da una colonia romana nel VI secolo d.c., erano note già alcuni secoli or sono. Adagiata su uno sperone roccioso che domina da un’altezza di 350 metri il mare azzurro della Costiera Amalfitana, essa ha saputo conservare, nel corso della sua storia millenaria, i suoi tesori d’arte che si integrano perfettamente in uno scenario naturale che ha pochi eguali nel mondo.Tra queste assume un rilievo particolare il Duomo, fondato nel 1086, in cui si possono ammirare - oltre ad alcuni importanti reperti custoditi, insieme con il busto di Sigilgaita Rufolo, nel Museo sito nella Cripta, - Il Pulpito e l’Ambone dell’Epistola in mosaico, le splendide porte di bronzo di Barisano da Trani; vi è conservato il sangue di San Pantaleone, patrono della città.
 
Complesso monumentale della SS. Annunziata. La costa vista dal giardino di Klingsor Chiesa santa Maria di Gradillo vista dal Monte Brusara.
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Villa Cimbrone Foto notturna da Piazza Fontana Foto di Ravello da San Cataldo in Scala
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Giardini di villa Rufolo Duomo di Ravello I Fuochi di San Pantaleone